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La strada dei formaggi e dei sapori delle Dolomiti bellunesi

La strada dei formaggi e dei sapori delle Dolomiti bellunesi

gioiosa macchina del gusto ai piedi delle montagne più belle

Il territorio della provincia di Belluno è solcato da un grande percorso di carattere turisticogastronomico che mira a rafforzare i caratteri dell'offerta turistica attraverso i prodotti del comparto lattiero-caseario e altri prodotti agro-alimentari tradizionali e di qualità. Si tratta della Strada dei Formaggi e dei Sapori delle Dolomiti Bellunesi: un itinerario alla scoperta dei giacimenti culinari ai piedi delle montagne più belle del mondo che trasforma lìarea interessata in un'autentica e gioiosa macchina del gusto. I formaggi bellunesi costituiscono notoriamente un patrimonio originale e ineguagliabile della cultura rurale montana dove l'arte casearia e la tradizione locale si compenetrano proficuamente, per garantire oltre a livelli quantitativi considerevoli elementi indiscutibili di qualità e di tipicità. Si pensi a un'eccellenza come il formaggio Piave Dop, oppure a prelibatezze come lo schiz, il formaggio da piastra o chicche specialissime che identificano altrettante località: il Cansiglio bio in Alpago; il Lentiai, il Frontin, il Sedico vecchio e il latteria di Camolino in Val Belluna; il Focobon e il Binatega nell'Agordino con il Renaz, il Contrin, il Cherz e lo Zigher dalle parti di Arabba e poi il Padola nell'alto Comelico.

Ma gli altri sapori bellunesi al servizio della ristorazione e dell'ospitalità non sono da meno. L'inventario è cospicuo: dal Miele delle Dolomiti Bellunesi che sta ottenendo la Dop all'Agnello dell'Alpago, dal Pastin impasto tipico di carne suina e bovina arricchito da spezie e da mangiare grigliato oppure crudo (in questo caso è da gran intenditori) alla Patata di Cesiomaggiore, all'Orzo bellunese, e poi ancora la Farina di mais sponcio per la polenta, la noce e il "morone" feltrino, la zucca santa, la mela prussiana e naturalmente i frutti di bosco.

Circa 200 soggetti, fra latterie, malghe, aziende di produzione, ristoranti, agriturismo, musei della civiltà rurale, altre associazioni, danno così vita a circuito virtuoso nel quale tutti gli aderenti si sostengono a vicenda con interessi mirati alla valorizzare della specificità locale e delle opportunità regalate dalla triade: ambiente e paesaggio delle Dolomiti/cultura dell'ospitalità/tradizione e buona cucina. I locali sono contrassegnati dal marchio dell'itinerario: un fiore con i petali a mo' di spicchi formaggio.

Già questo fa venire l'acquolina in bocca…
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