
Lampedusa dipinta di blu
Vacanze tra cielo e mareL'isola di Lampedusa, di forma pressoché triangolare con coste inaccessibili sui versanti occidentali e settentrionali, ma con lunghe
e sabbiose spiagge, interrotte da frequenti cale, sul versante orientale e meridionale, è da sempre ben nota alle genti del mare.
Abitata da fenici, greci e romani fu trasformata dai saraceni in
una nuova Tortuga cui pose fine Re Carlo II di Spagna, nel 1630, che
la cedette a Giulio Tommasi di Lampedusa (avo dell'autore de "Il Gattopardo") per essere riacquistata da Ferdinando II che ne dispose
il popolamento nel 1843.
Il 22 settembre si festeggia appunto la data della colonizzazione
con seguitissime celebrazioni presso il Santuario della Beata Vergine
Maria di Porto Salvo, di origine remota ma ricostruito nel 1843 dal
primo governatore borbonico Bernardo Sanvisenti. Distrutto nel corso dei bombardamenti alleati che martellarono
l'isola nel corso del secondo conflitto mondiale fu riedificato, attorno
alla statua della Madonna rimasta integra, dai riconoscenti abitanti a
ringraziamento per essersi, nonostante le devastazioni, tutti salvati.
La scarsa vegetazione è composta da fichi d'India, carrubi,
oleastri, basse viti e, ora, dalla coltivazione dei capperi (come succede a Pantelleria) cui il salso
del mare conferisce un sapore particolare
L'isola di Lampedusa offre una serie di belle spiagge bianche
come Cala Croce, Cala Madonna, Cala Greca e Cala Galera e,
sull'altro lato, Cala Francese, Cala Calandra, Cala Pisana e Mare Morto.
Fama internazionale ha l'Isola dei Conigli, a cui si deve il nome della lunga spiaggia, situata proprio di fronte all'isolotto, considerata una delle dieci spiagge più belle del mondo e raggiungibile in barca e a piedi attrvareso un percorso non più lungo di 500 metri dalla strada che attraversa l'isola intera.
L'Isola dei Conigli deve il suo nome all'isolotto che la fronteggia abitato in passato dai simpatici roditori. Oggi la zona è Riserva Naturale per proteggere la deposizione delle uova della tartaruga marina "Caretta caretta". La gastronomia, semplice e profumata è legata al pesce, alle paste e alle verdure.
Il Santuario della Madonna di Porto Salvo
Una delle più importanti tappe per chi si reca nell'Isola di
Lampedusa è il Santuario della Madonna di Porto Salvo di cui si ha
notizia già dal 1202, cioè al tempo della IV crociata. Ma notizie molto più precise e minuziose le troviamo nella
relazione che il governatore Bernardo Maria Sansivente invia a
Ferdinando II in quella parte in cui dice: "Nel Vallone della Madonna
eravi una chiesetta con antichi abituri una casa diroccata e diverse
grotte. Nella chiesetta, che trovai in meschino stato, eravi una statua dellaVergine mutilata e gettata al suolo. La feci restaurare e disposi che ogni 22 settembre, dal 1843, si
cantasse una messa onde solennizzare il giorno del restauro e del
possesso dell'isola avvenuto il 22 Settembre 1843 quando con due
piroscafi ed a nome del governo Borbone, sbarcammo sull'Isola di Lampedusa. La
chiesetta suddetta serviva dapprima a doppio uso, infatti, al mio giungere nell'isola, all'ingresso c'era una stanza
chiusa da un cancello e tutto intorno alcuni sedili di pietra e altre
case all'uso della religione dei turchi. Questo locale serviva per gli arabi che transitavano per qua e desideravano fare le orazioni della loro religione.
Più in fondo, aperto il cancello, si presentava un secondo locale
ove i fedeli che desideravano visitare la miracolosa immagine trovavano
l'altare cristiano con sopra la Santa Vergine già mentovata".
La grotta quindi risultava essere divisa in chiesa cattolica e moschea mussulmana. Ora la leggenda racconta che a poca distanza da Cala Croce, su
un burrone abitasse un famoso eremita con spiccate doti diplomatiche il
quale, trovandosi la chiesa a circa 20 minuti dal porto,
aveva abbastanza tempo per riconoscere i vascelli alla fonda e, a
seconda della bandiera che issavano, illuminava la Croce oppure
la Mezzaluna in modo tale da ottenere aiuti da entrambe le
parti, realizzando in qualche modo quella tanto auspicata coesistenza
tra le più importanti religioni praticate nel mondo.
Fu il Sansivente a far restaurare la chiesetta preesistente e
con essa la statua della Madonna che pesa circa 150 chilogrammi e che prese
il nome di Madonna di Porto Salvo. Durante la Seconda Guerra Mondiale, però, il Santuario venne
distrutto da un bombardamento, lasciando indenne la statua della Madonna.
Itinerari subacquei nel mare di Lampedusa
Il mare di Lampedusa si dice che sia uno dei 5 mari più limpidi
del mondo, infatti, ancora oggi si può ammirare dalla superficie il
fondo del mare fino a 30 metri. Il mare di Lampedusa è un mare ricco di vita e tra marzo e aprile
si avvicinano le balene; non di rado infatti le si possono avvistare nei
pressi di Capo Grecale o Punta Alaimo.
Lampedusa offre itinerari subacquei eccezionalmente
belli, specialmente nella parte nord dell'isola che va da ponente
( Scoglio Sacramento, Scoglio Faraglione Punta di Taccio Vecchio) a
Capo Grecale; ogni anfratto della parte nord merita un'immersione. A sud si trova una grotta sottomarina chiamata "Passante",
resa famosa dalla posa in mare della statua della Madonna avvenuta il 14
Agosto 1980 a opera del famoso fotografo e scrittore Roberto Merlo, che
con questo gesto ha voluto ringraziare tutti i lampedusani per l'aiuto
prestatogli in occasione di un brutto incidente subacqueo.
Altro itinerario che merita un'immersione, e forse più di una, si trova a 10 miglia a est di Lampedusa, la Sacca di Levante. Itinerario da non perdere è quello all'ultimo scoglio italiano, Lampione, dai fondali ricchi di vita e tantissimi pesci. Le Pelagie sono ricche di tanto pesce: cernie, dentici, pesci spada,tonni, ricciole, palombi, palamite, un vero paradiso per fotografi subacquei ed appassionati di pesca sportiva.
Riserva Naturale Orientata : Isola di Lampedusa
La Riserva Naturale Orientata "Isola di Lampedusa" si estende
da Cala Greca sino al Vallone dell'Acqua ed è delimitata a nord
dalla strada che conduce a Ponente. La Riserva Naturale Orientata Isola di Lampedusa comprende al suo territorio interno i caratteristici
valloni di Cala Galera, della Forbice, Profondo, le aree di macchia
mediterranea ricostruita dal Corpo Forestale della Regione Sicilia e,
la splendida spiaggia dei Conigli, zona di ovodeposizione della
Tartaruga Marina denominata "Caretta caretta". All'interno della riserva ricade inoltre il tratto di mare racchiuso tral'isolotto Isola dei Conigli e la costa, dove tra l'altro si trova una delle spiagge più frequentate e fotografate dell'Isola di Lampedusa. La Riserva Naturale è stata istituita per proteggere un
preziosissimo patrimonio di specie animali, come il Falco della Regina,
il Marangone dal ciuffo, Il Colubro lacertino e il Colubro dal
cappuccio, e specie vegetali come la Caramulla europea, la Centaura
acaulis, i Ginepri fenici sopravvissuti al diboscamento, tutte specie
rare, localizzate o minacciate d'estinzione. Gli splendidi colori del mare, le forme del paesaggio, la
preziosissima vegetazione sopravvissuta e le rare specie che ancora
vivono nella Riserva, devono spingerci a rispettare questi luoghi. Per questo si chiede innanzitutto la collaborazione di tutti i
turisti e dei fruitori della Riserva per il rispetto delle norme d'uso
dettate dal regolamento emanato dall'Assessorato Territorio e Ambiente
della Regione Sicilia.